In questo molti ci vedono la fine del lavoro, un nuovo luddismo viene cavalcato e la competizione delle macchine è anche scusa per ridurre i salari.
Eppure c'è chi vuole trovare una sintesi, trovare il modo di far collaborare le macchine e l'elemento umano.
Questo filone è quello delle Digital Humanities.
I computer sono più bravi a maneggiare dati, gli umani a darne una interpretazione, perché non possono essere usate le potenzialità delle macchine per fare un lavoro di maggiore qualità? Questa è la filosofia sottesa alle Digital Humanities, la messa in rete delle competenze digitali ed umanistiche, arrichendo così il mondo reale con l'aiuto del virtuale.
Può essere semplicemente un sogno, un tentativo disperato. Ma con la disoccupazione dilagante e le disuguglianze crescenti potremmo anche scoprire che è l'unica via.
Alberto Spatola

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